Quale ricetta per la foresta pluviale Italiana?

Possiamo affermare che esiste una rainforest italiana? E se esiste chi sono i suoi protagonisti e quali sono le pietre angolari del modello di sviluppo disegnato da Greg Horowitt e Victor Hwang?

Fino a cinque anni fa la risposta alla prima domanda sarebbe stata no. Lo scenario italiano delle startup si presentava abbastanza arido, quasi desertico, con un numero di startup tecnologiche post-bolla largamente inferiore a cento. L’interesse riguardo al tema era scarso e sul mercato gli investitori erano pochissimi. Ma poi lo scenario è cominciato a cambiare e man mano la voglia di startup è cresciuta sempre di più, anno per anno, in modo abbastanza spontaneo. Attraverso i social network e i blog specializzati, le informazioni si sono sparse e se oggi sono solo una decina di migliaia le persone iscritte ai vari gruppi rilevanti su Facebook, e le loro news raggiungono centinaia di migliaia di amici collegati. Possiamo quindi affermare che oggi il quadro è molto diverso: l’ecosistema iniziale ha senza dubbio raggiunto uno suo stadio di maturazione e quelli che una volta erano piccoli germogli sparsi qua e là adesso hanno cominciato a crescere, ad incrociarsi, collegarsi, intrecciarsi. Insomma hanno cominciato a fiorire. Certo non stiamo parlando di una foresta pluviale sudamericana,e al massimo possiamo paragonare questa realtà ad un piccolo bosco. Ma qua e là, a macchia di leopardo, si cominciano a veder emergere degli alberi interessanti. E soprattutto numerose nuove piantine, germogli e creature di tutti i tipi. Di fatto l’interesse per le startup è cresciuto. Volendo usare come termometro Working Capital è indubbio il consistente trend di crescita annuale dell’afflusso di business plan, la partecipazione e la risonanza del tema startup. Basti pensare che nella scorsa edizione si è superata la soglia dei 2000 business plan ricevuti. Sono operativi sul campo investitori di diverse tipologie: fondi di venture, fondi di trasferimento tecnologico, fondi seed, investitori pubblici, accelleratori, incubatori, business plan competition, meetups di geeks e ragazzi interessati alla tecnologia, Hackatons, barcamps e così via. Ed intorno a loro decine di migliaia di ragazzi, super-istruiti e spesso super-disoccupati, ma pronti a scommettere tutto sulle proprie idee e capacità. Giovani con una vision, che non ci stanno a subire la crisi. Menti che spesso trovano la soluzione a problemi che noi nemmeno comprendiamo. Dunque il nostro ecosistema c’è. Questa è la buona notizia. La seconda buona notizia è che è nato e cresciuto in modo abbastanza spontaneo. Dal basso, come si dice. Ma è microscopico se confrontato con esempi di successo internazionali e con il potenziale inespresso dei milioni di giovani e di talenti che abbiamo in Italia. Sicuramente inadeguato anche rispetto agli investimenti ‘infrastrutturali’ che il governo comunque ha fatto negli ultimi anni. E’ un potenziale vasto e tutto da sviluppare. Ma ci si può costruire sopra. Mancano ancora molti pezzi, e soprattutto mancano storie di grandissimi successi, ma considerando i cicli di vita medi delle startup cominceremo sicuramente a vedere alcuni casi di successo nei prossimi 3-5 anni. Si vedono i primi segnali, team di eccellenza come Glancee acquisiti dall’azienda tecnologica in cima all’attenzione oggi, Facebook. Exit come Jobrapido di Vito Lomele. E solo per citare i due casi più recenti. La notizia di Glancee da sola porterà via dall’Italia centinaia di developer, ne ho sentiti già molti che stanno facendo le valigie per emulare il successo dei loro amici. E’ fisiologico. Ma ora è il momento di cominciare a creare le condizioni per rendere attraente il contrario: restare in Italia perchè qui ci sono le condizioni giuste per fare startup. E da qui partire ed andare a conquistare i mercati esteri. Non più il contrario. Quindi ecco la mappa del boschetto. Non pretendo che questa sia una mappa esaustiva (me ne scuso fin da subito per gli assenti) ma ritengo sia significativa per descrivere l’ecosistema dell’innovazione in Italia. Gli ingredienti base per sviluppare l’ecosistema dell’innovazione Italiana ci sono tutti, ora la questione è solo più di trovare la ricetta giusta per farli interagire insieme, far sviluppare le piante migliori ed allargare la base della foresta.

——–Ed ecco la mappa della Rainforest Italiana——–

Hangouts online/offline/community leaders

- Italy Startup Scene. Oltre 5.000 membri su Facebook. Gruppo di ritrovo degli startupper italiani fondato da Stefano Bernardi. Imprenditori, investitori, bloggers, sviluppatori e chiunque abbia un interesse per startups e venture capital.

- Codemotion. L’evento geek per definizione in Italia, sta cominciando ad avere risonanza attrattiva internazionale. Un progetto di successo nato dentro Roma3, che probabilmente è la migliore per la tecnologia web.

- Frontiers of Interaction. Evento cult per i temi di interaction design, robotica, UX e tante altre cose.

- Indigeni Digitali. Associazione fondata da Fabio Lalli. Con oltre 3.000 amici su Facebook, organizza anche un sacco di ‘cocktail’ ed eventi sul campo. È un gruppo di persone motivate a perseguire la diffusione della cultura digitale e la creazione di un network che supporti lo sviluppo di un’ economia e di una cultura dell’innovazione in Italia

- Startup Business, di Emil Abirascid. Il network di Startupbusiness è una piattaforma che ha l’obiettivo di mettere in rete startup e spin-off, investitori, imprese, istituzioni, centri di ricerca, università, acceleratori d’impresa, incubatori, parchi scientifici e tecnologici, ricercatori, inventori, innovatori.

- Italiani di Frontiera, di Roberto Bonzio. Roberto ex-giornalista Bloomberg va in giro per il mondo a scovare e raccontare le eccellenze Italiane nel campo dell’innovazione ed è un grande ispiratore con i suoi talk espliciti e motivanti.

- Luoghi di coworking come The Hub a Milano e Fablab, che stanno nascendo in tutta Italia e che grazie a Massimo Banzi, e ci stanno ponendo in prima fila nel mondo della personal fabrication. TedX un pò dappertutto.

- Topix. Con il suo development program, diretto da Leonardo Camiciotti, si propone di supportare a livello infrastrutturale (banda, server, hosting, housing) la fase di avvio e di sperimentazione di tecnologie, servizi, modelli operativi e di business che usano Internet a banda larga come strumento principale.

- HackItaly, hackatons organizzati da Max Ciociola.

- FunkyProfessor. Aka Marco Zamperini. L’uomo più prestigioso dell’industry high-tech in Italia.

- Stefano Quintarelli, tessuto connettivo di chi vuole promuovere innovazione e tecnologia in Italia, con iniziative come Agenda Digitale ed Equiliber.

Media

- Wired Italian Valley. La versione Italiana della mitica rivista Americana.

- CheFuturo! La nuova pubblicazione di Riccardo Luna.

- Wikli. Startup, acquisizione e venture capital, via email le ultime news, da Marco Magnocavallo.

- Innov’azione. Rivista trimestrale edita da Emil Abirascid. Business Plan competition, startup events

- StartCup. Ce ne sono una ventina in diverse regioni Italiane ed alcune nazionali come quella organizzata dal CNR. Le StartCup sono focalizzate sugli spin-off accademici. Milano e Lombardia, Veneto, Piemonte e Valle d’Aosta, PugliaStartCup CNR, Calabria. In genere le varie StartCup si tengono tra la primavera e l’autunno, ognuna ed indipendente, si organizza e struttura autonomamente.

- Premio nazionale dell’Innovazione. Raccoglie il meglio delle StartCup in un premio nazionale. E’ un’associazione che si occupa di politiche di trasferimento tecnologico attraverso la creazione di imprese innovative dal mondo della ricerca accademica. Presieduta dal Prof. Loris Nadotti

- Innovaction Lab. Fondata a Roma da Augusto Coppola, Paolo Merialdo e Alberto Pratesi. Oggi operativa in diverse regioni oltre al Lazio, in Puglia e Trentino. ambisce ad insegnare principalmente a chi è nel mondo universitario quali siano gli elementi che devono essere considerati per comprendere il potenziale di mercato di un progetto innovativo e come presentare tale progetto in modo efficace ad investitori e fondi di venture capital.

- Bollenti Spiriti, progetto della Regione Puglia sull’imprenditorialità giovanile. Guidato da Annibale D’Elia. Tra le varie iniziative Principi Attivi, finanzia progetti di startup. Principi Attivi infatti è volta a favorire la partecipazione dei giovani pugliesi alla vita attiva e allo sviluppo del territorio attraverso il finanziamento di progetti ideati e realizzati dai giovani stessi.

- IntesaSanpaolo Startup Initiative. Una business plan competition e iniziativa di mentorship gestita da Livio Scalvini e Roberta Profeta. Startup Initiative è un insieme di iniziative focalizzate sulle startup in cerca di concrete opportunità: attraverso un processo di selezione e formazione, le migliori startup vengono presentate in degli incontri chiamati Arena Meetings, presso i quali posso presentare ad investitori Italiani, internazionali ed aziendali.

- Il Talento delle Idee, organizzato da Unicredit, si pone l’obiettivo di individuare, premiare e sostenere i giovani imprenditori in grado di produrre idee innovative.

- Microsoft Bizpark. Selezione startup promettenti offrendo servizi ICT e di cloud computing gratuitamente. Gestito da Mario Fontana.

- Programma Ego di Ericsson Italia e Fondazione Lars Magnus Ericsson. Si tratta di un programma di incubazione (presso campus Ericsson a Roma) a cui si accede tramite business idea/plan competition.

- Wind Business Factor. Business plan competition e piattaforma online di formazione rivolta alle startup digitali, organizzata da Wind con Andrea Genovese.

Dentro a WBF ci sono più di 200 video tutorial esclusivi e gratuiti

- Fulbright Best. Borse di studio e mentorship per i migliori talenti nell’Università e nella ricerca accademica. Nato per iniziativa dell’Ambasciata Americana in Italia è un programma di sostegno a giovani imprenditori promettenti per imparare i principi dell’imprenditorialità, è inoltre un’opportunità per fare conoscere in Italia un modello efficace di collaborazione tra università, imprese e capitali di rischio.

- Mind The Bridge. Associazione no-profit tra Silicon Valley e Italia fondata da Marco Marinucci. Lo scopo dell’associazione è di supportare l’ecosistema dell’innovazione Italiana, creando un ponte e mettendo in contatto startup locali con la Silicon Valley.

- Techgarage. La missione di Associazione TechGarage è l’animazione dell’High-Tech Entrepreneurship in Italia, presieduta da Michele Costabile. Organizza in tutta Italia degli eventi ‘demo day’ (i Techgarage appunto) dedicati a nuove startup in cerca di finanziatori e le mette in contatto con il mondo Italiano del venture capital, le istituzioni locali, i media ed altri giovani interessati al mondo delle startup Italiane.

- ItaliaCamp. Associazione che promuove e sostiene l’innovazione sociale e lo sviluppo di nuove risposte a domande reali, lavorando per colmare la distanza tra la nascita di un’idea e la sua realizzazione.

Incubatori

- I3P presso il Politecnico di Torino. Uno dei più grandi e meglio funzionanti incubatori accademici. Guidato dal Prof. Cantamessa. I3P è il principale incubatore universitario italiano e uno dei maggiori a livello europeo. Favorisce la nascita di nuove imprese science-based con validata potenzialità di crescita, fondate sia da ricercatori universitari sia da imprenditori esterni, fornendo loro spazi attrezzati, servizi di consulenza e professionali per avviare la propria attività imprenditoriale e una network di imprenditori, manager e investitori.

- Area Science Park. Il Consorzio per l’Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste, che gestisce e promuove il Parco, Ente Pubblico Nazionale di Ricerca, è un punto di riferimento in Italia per il trasferimento tecnologico. Parco industriale e incubatore sono all’interno dell’area scientifica e di ricerca nata intorno al sincrotrone. Presieduto da Adriano De Maio.

- TechNest, presso l’Università della Calabria, l’ottimo incubatore gestito dal Prof. Barberi. TechNest, con una superficie di 2.000 m2, 20 locali attrezzati, 6 uffici amministrativi e 1 sala multimediale, ospita fino a 20 imprese hi-tech in start-up alle quali mette a disposizione una serie di servizi per supportare e accompagnare le imprese durante i primi anni attività

- Polo Tecnologico di Navacchio. Un’ottima struttura, che ha originato già alcuni casi di successo, fondata da Alessandro Giari. Il Polo Tecnologico ha lo scopo di creare i presupposti per la crescita di competitività sul mercato delle piccole e medie imprese attraverso l’integrazione tra le esigenze innovative delle stesse e l’offerta di conoscenze tecnologiche provenienti dai centri di eccellenza e dal sistema della ricerca.

- Consorzio Arca. Incubatore presso l’Università di Palermo. Il Consorzio si propone, attraverso l’integrazione delle competenze e delle professionalità dei propri soci, di promuovere la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali di spin-off accademico a partire dai risultati conseguiti dai centri di ricerca operanti in sicilia e di favorire l’innovazione ed il trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo e la società siciliana.

- Acceleratore d’impresa del Politecnico di Milano. L’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano, gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano, è l’incubatore di start-up tecnologiche dell’Ateneo che sostiene lo sviluppo dell’imprenditoria innovativa e offre alle start-up le infrastrutture e i servizi necessari alla loro crescita.

- Toscana Life Science. La Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) è un ente no-profit che opera dal 2005 nel panorama regionale con l’obiettivo di supportare le attività di ricerca nel campo delle scienze della vita e, in particolare, per sostenere lo sviluppo di progetti dalla ricerca di base all’applicazione industriale.

- Technopolis. Incubatore che ha lo scopo di sostenere, rafforzare e promuovere il ruolo del Parco Scientifico e Tecnologico come polo attrattivo per le organizzazioni produttive e le iniziative imprenditoriali basate sui risultati della ricerca (spin off) generati nell’Università di Bari. Ci sono decine di altri incubatori e business park un pò in tutta Italia. La lista è qui.

- M31. Incubatore tra Padova e la Silicon Valley, focalizzato sulla commercializzazione di innovazione e ricerca nato in ambito universitario, fondata da Ruggero Frezza e Aldo Cocchiglia.

Seed capital (focus <1m euro)

- Working Capital, ideato e guidato da Salvo Mizzi. Working Capital di Telecom Italia è un acceleratore di impresa che investe nelle migliori startup italiane del settore digital, aiutandole a fare il grande passo dall’incubazione al mercato. favorisce la creazione di partnership e network utili allo sviluppo e all’internazionalizzazione delle start up, in primo luogo attraverso la collaborazione con il Kauffman Fellow Program. Investimenti nel campo Internet: MyoTV, Oilproject, Jooink, Smappo, Frinzer, C6.TV, Pazienti.org, Liber Liber, Cineama, Meetecho. Working Capital ha inoltre finanziato 59 progetti di ricerca in tutti i settori (Internet, cleantech, lifescience, sociale), diversi di questi stanno generando delle startup.

- The Net Value. Incubatore di startup Internet fondato a Cagliari da un veterano di Internet in Italia, Mario Mariani. The Net Value fornisce supporto strategico e gestionale ad aziende di ogni dimensione che vogliono sviluppare progetti nel digitale, con un focus specifico sulle startup. Investimenti nel campo Internet/ICT: Paperlit, Onegratis, JobforYou, Appsbuilder, Ketogo, Spotvisor, Sounday,

- H-Farm. La fattoria delle startup fondata da Riccardo Donadon a Treviso. H-Farm è un venture incubator con la missione di accelerare lo sviluppo di startup Internet attraverso una combinazione di seed capital e servizi di incubazione. Investimenti nel campo Internet: Uannabe, H-Humus, H-art, wifi.com, Wishpot, Bigrock, Domainsincome.com, H-Care, NEW, Thounds, Shado, Slicon, Zoopa, Logpro, Brand Potion, Takeacoder, Splitgigs, Showme, 1ring, Getbazza, Reeplay, Jobslot, Stylejam, Gowar, Tiltap, Corso12, Responsa, Grow Planet, Misiedo, Garage.

- dpixel, fondata da Franco Gonella, Antonio Concolino e me (Gianluca Dettori). Investiamo per far partire nuove startup nel settore Internet. Siamo focalizzati nel cercare, supportare e far crescere talenti imprenditoriali con la motivazione, le capacità e le idee per costruire aziende significative in mercati digitali ad alta crescita. Crediamo che le nostre expertise e le nostre reti, aggiungano alle startup un valore anche superiore al capitale apportato. Internet: Sardex, Geomercato, Viamente, Iubenda, Ibrii, Crowdengineering, SmartRM, Vivaticket, Seolab, Kiver, Sounday, Glomera.

- Italian Angels for Growth. L’angel network gestito Lorenzo Franchini, Marco Villa e Francesco Marini Chiarelli. IAG ha lo scopo di finanziare progetti industriali in fase early stage che presentino un alto contenuto di innovazione e potenziale di successo, tale da rendere ipotizzabile in circa 5 anni una exit redditizia per gli Angels. Internet/ICT: Stereomood, Nomesia, Spreaker, Trumedia, S5Tech, Senseor, Passpack. Lifescience: WIN, Quotient Diagnostics, Biogenera Altro: Agroils, Eugea, Ohikia.

- Annapurna Ventures, fondata da Massimiliano Magrini. La missione di Annapurna Ventures è di identificare e supportare innovazione disruptive nell’industria dei media digitali, creando grandi aziende con un processo proattivo di investimento. Investimenti Internet/ICT: Paperlit, Money360, Appsbuilder, Moneyfarm, Plugg.

- Enlabs, un è un incubatore e acceleratore di impresa che offre anche spazi di coworking, basato a Roma, fondato da Luigi Capello. Investimenti: Interactive project, Nextyler, Urlist, Soundreef, Risparmio Super, S5Tech, Trumedia, Ohikia, Qurami.

- Digital Magics, incubatore e investitore early stage basato a Milano e fondato da Enrico Gasperini. Investimenti: Growish, Telecom Design, Sinapsi, Easy Baby, Jumpin, Wazzap, LX, Adpersonam, 4W, Singring, Bibop, Good Games, Realize, Parole di Cotone, Mobnotes, Digital Bees, Sportextension, TheBlogTV, Sodo, Brainspark, Il Cannocchiale.

- Boox, incubatore di Milano fondato da Andrea Di Camillo. Internet/ICT: Banzai, Geomercato, Ofootball, Viamente, Fubles.

- Club degli Investitori. Un Gruppo di Imprenditori Piemontesi ha deciso di investire in società anche di nuova o recente costituzione, aventi consistente contenuto innovativo ed elevato potenziale di crescita. Guidato da Giancarlo Rocchietti, investe anche in campo industriale ed in Piemonte. Investimenti: Authix, Caspertech, Lachesi, Microcinema, Microwine, Nicanti, ScuolaNet.

Early stage venture capital (1m+ euro)

- Principia. Principia SGR è partecipata dal management, Andrea Di Camillo, Michele Costabile, Stefano Siglienti e Andrea Gerosa di Vintage Capital, e da partner e investitori istituzionali: CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e Fondazione BNC. Due fondi, di cui uno in fase di investimento (63 milioni di euro), investe al sud Italia (fondo HT). Startup finanziate: Internet: Banzai, Liquida, Crowdengineering, CityNews, Docebo, Neodata, 6Sicuro, X2TV, Applix, Keesquare, Neodata Group. Lifesciene: EOS, Pharmeste Cleantech: GreenFluff

- Innogest. Fondo di 80 milioni di euro, gestito da Claudio Giuliano e Marco Pinciroli. Attualmente ha completato la fase di investimento (investment period). Gli investimenti sono: Internet/ICT: Cascaad, TheBlogTV, HT, Mobango, Intelligence Focus, Singular ID, Authix, Noodls, BeeTV, Stereomood. Lifescience: Silicon Biosystems, TwoF DNA Microarrays, AdriaCell, Igea, Erydel.

- 360 Capital Partners. Storica firm Italiana fondata da Fausto Boni, Diana Saraceni, Francois Tison ed Emanuele Levi. 100 milioni di euro, early stage. Francia e altre nazioni: Aramis, BMI, E-blink, IMinent, Invendo Medical, Jettable, Ieetchi, Videoforever, Yellow Corner. Italia: Electro Power Systems (cleantech), Mutuionline, Newlisi, NSE Industry.

- Vertis. Basata a Napoli, 25 milioni di euro, guidata da Amedeo Giurazza. Internet/ICT: Promoqui, AutoXY, Money360, Mosaicoon, Personal Factory. Lifescience: Biouniversa, Glomeria Therapeutics.

- TT Venture/Fondamenta. Fondo basato a Milano, 65 milioni di euro, guidato da Mauro Odorico e Nicola Redi, specializzati in ‘hard science spinoffs’

Lifescience: Bluegreen Biotech, Glomeria Therapeutics, Bionsil, Biouniversa.

Altri settori: Personal Factory, Direct Plus, D-Orbit, IPAD Lab.

Finlombarda – Next Fund Lifescience: BioXell, Dialectica, TOP. ICT: HT, Microcinema. Altro: Nomos.

- Atlante Ventures. Il fondo di venture capital di Banca Intesa di 50 milioni di euro (25 al Nord e 25 al Sud Italia), gestito da Davide Turco e Aurelio Mezzotero. Atlante Nord: YogiTech, Tethis, Silicon Biosystems, Igea. Atlante Sud, gestita dall’ottimo Giovanni De Caro: SpinVector, Pantea, Samares, Admantix.

- Aladin Venture/Friulia. Fondo di trasferimento tecnologico gestito da Roberto Della Marina. Lifescience e biotech. Investimenti: Sprin Technologies, Surgica Robotica, Vivabiocell, AdriaCell, G&Life.

- iDoo. Holding di investimento fondata da Alessandro Vannucci. Investimenti: Pixope, Kiver, ModoModo, Innogest.

- Lifescience Capital, gestita da William Cavendish. Investimenti: AAA, Im3D, Cerma, Li-Tech, Abiel, Echolight.

- ZernikeMeta Ventures, gestita da Luigi Amati. Investimenti: Pharmeste, RisparmioSuper, Biogenera, Paperlit, S5Tech.

- Eporgen. Fondo di venture specializzato in biotech e seed capital nel campo delle scienze della vita. Investimenti: Apavadis, Bionucleon, Genovax, Glyconova, Rotalactis, Spider biotech, Target heart biotech, Biopaint, Narvalus, NoToFarm, Smile biotech.

- Connect Ventures, recentemente lanciato da Piero Bezza.

- Fondazione Filarete. Incubatore specializzato nelle scienze della vita.

Venture capitalist esteri con un team operativo in Italia

- Doughty Hanson. Fondo tecnologico early stage basato a Londra, il partner Ivan Farneti, segue con attenzione le startup Italiane. Investimenti Italiani: Mobango.

- TLCom. Basato a Londra, gestito da Maurizio Caio e Mauro Pretolani. Investimenti Italiani: Im3d.

- Balderton Capital, guidato da Roberto Bonazinga. Da anni segue con attenzione il mercato Italiano.

- Earlybird. Fondo tecnologico Tedesco, ha un team dedicato sul mercato Italiano guidato da Michele Novelli e Barbara Poggiali.

- Sofimac. Fondo Francese specializzato in scienze della vita. Il partner Mario Caria segue il mercato Italiano.

- Sofinnova. Storia firm Francese, Alessio Beverina è l’investment manager di riferimento nel campo del clean tech e segue l’Italia da Parigi.

- Banner Ventures. Fondo Americano che investe in Italia.

Fondi di later stage (10m+)

- Kreos Capital. Specializzato in venture debt, Luca Colciago segue l’Italia.

Fondi di fondi

- Fondamenta – M31, Vertis, Terra, Sofimac, Axxon Partners.

- Finlombarda – Next Fund – 360 Capital, dpixel, Innogest, Principia, TLCom II

Associazioni di settore

- AIFI. Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital. Presieduta dal Prof. Bracchi.

- APSTI. Associazione degli incubatori e parchi tecnologici

- BAIA. L’associazione degli Italiani in Silicon Valley.

- IBAN. Associazione degli angel investor, guidata da Tomaso Marzotto Caotorta.

- C’è una bella e completissima lista di associazioni ‘digitali’ qui.

Questa Polaroid, parltro largamente incompleta del boschetto, si sta arricchendo anche di nuovi esseri, nuove piantine e giovani virgulti. StartuppaMI (lanciata da Marco Ottolini) e Roma Startup (Peter Kruger), due iniziative che si pongono l’obiettivo di animare e mettere in rete lo scenario delle startup rispettivamente a Milano e Roma. Attività in campo nel crowdfunding (Siamosoci), fondata da Dario Giudici e nel seed (Nana Bianca a Firenze, fondata da Paolo Barberis), nuovi fondi (JVCapital, lanciato da Paolo Gesess), nuovi fondi di fondi (Fondo Italiano di Investimento).


22 commenti on “Quale ricetta per la foresta pluviale Italiana?”

  1. Alessandro scrive:

    Ciao,

    mi pare che manchi la cosa piu’ importante e difficile da creare, un’ Universita’ che prepari. Quante Universita’ insegnano a fare una presentazione, a lavorare in teams o ad utilizzare un computer ed internet nel modo giusto? Nessuna.
    Mi pare che siamo sempre alle solite, l’arte di arrangiarsi all’ Italiana. E’ ottimo avere questi canali, ma se non si innova partendo da un collegamento con l’Universita’ non si va da nessuna parte.
    Alessandro

    • dgiluz scrive:

      Non è assolutamente così però: innovaction lab, le startcup, gli incubatori, tutto questo mondo afferisce alle Università. Se intendi dire che manca dentro la formazione universitaria a tutti i livelli il tema dell’imprenditorialità come contenuto oggetto di formazione. Si è vero ed andreabbe subito cambiato

      • Alessandro scrive:

        Ciao,

        potrei fare anche io molti esempi, ma non fanno sistema, non sono parte integrante di ogni universita’ Italiana, questo e’ il problema. Poi c’e’ la formazione universitaria naturalmente che e’ anni luce indietro.

  2. Marco F scrive:

    Aka Marco Zamperini. L’uomo più prestigioso dell’industry high-tech in Italia.
    Il più prestigoso? siamo messi bene allora :-\

    • Alfredo scrive:

      Marco lo sarebbe solo per le sue capacità divulgative, volendo tralasciare la sua indubbia preparazione e le sue competenze. Non ti sbagli: siamo messi bene, da questo punto di vista. E senza nessuna ironia!

      • dgiluz scrive:

        Troppi sottovalutano l’importanza che persone come Marco Zamperini hanno sulla fluidità del sistema, la creazione di social trust e la connessione tra ambiti diversi: dalle startup alle grandi corporation, dai VC ai media. Funkyprofessor è un prototipo vivente di Keystone senza alcun dubbio. Oltre ad essere uno tra gli eroi dell’high-tech Italiano avendo fondato Etnoteam, Inet e tutto quello che ne è successo dopo.

  3. Francesco Panzetti scrive:

    Il commento di Alessandro coglie nel segno. Purtroppo allo startup arrivano solo in pochissimi (specialmente dai settori diversi dall’hi tech o dall’innovazione sociale) perché manca affatto la cultura dell’impresa, financo quella più tradizionale.
    Io ho in proposito un progetto per partire da Napoli e dai beni culturali, ma per fare questo c’è bisogno di una rete. Qualcuno è interessato?

  4. Marco scrive:

    Correggerei l’acceLLeratore, per il resto grandissimo lavoro!

  5. Francesco P. scrive:

    Ciao Gianluca,
    grazie per questo utilissimo quadro della situazione. Un ecosistema incoraggiante dai.
    Mi permetto di segnalarti anche il Programma Ego di Ericsson Italia e Fondazione Lars Magnus Ericsson. Si tratta di un programma di incubazione (campus Ericsson a Roma) a cui si accede tramite business idea/plan competition. Ci si rivolge principalmente a studenti ed ex studenti di università partner (con l’intenzione di dar vita ad una startup) ma anche a startup tecnologiche emergenti. Gli startupper hanno a disposizione uffici, servizi, consulenze e soprattutto un network di contatti e clienti internazionale.
    Qui http://ow.ly/aWGNU

  6. [...] il digitale e internet in italia siano argomenti finalmente così accesi, e a questo punto, il buon Gianluca Dettori ha deciso di stilare una lista dei primi 65 contatti per Startup da avere [...]

  7. Complimenti per l’ottimo lavoro.
    Nella rainforest italiana mi permetto di suggerire anche Officine Formative di Intesa Sanpaolo. OFF è una scuola d’impresa e un laboratorio per creare nuova occupabilità. Ha lo scopo di fornire le basi per immaginare, disegnare e realizzare una startup.

  8. giovannipetrini scrive:

    Visto l’appunto di Roberto, mi permetto di aggiungere anche Make a Cube, il primo processo di “network incubation” per start up sociali e ambientali, con sede presso il BarrA di Milano! http://www.makeacube.com
    PS: Ciao Gianluca!

  9. dgiluz scrive:

    Grazie dei commenti, ho provveduto a fare degli aggiornamenti al post

    • Frangio scrive:

      Gianluca,
      volevo complimentarmi per il grandissimo lavoro. Lista davvero completa. Vorrei, se posso, darti un consiglio al fine di renderla onnicomprensiva. Io, ma da quello che mi risulta è un problema diffuso, ho avuto moltissimi problemi nel trovare professionisti che mi assistessero nella creazione e nella gestione della startup, nei rapporti con VC, ecc. Gli aspetti legali connessi allo startup è generalmente sottovalutato e comunque gestito da molti consulenti in modo molto approssimativo. Ho dovuto cambiare decine di studi legali prima di trovare quello che avesse (non solo su carta, ma) concretamente le competenza necessarie a seguirmi in questa “avventura” imprenditoriale.
      Il mio consiglio sarebbe, allora, quello di aggiungere una sezione contenente studi legali e professionisti in grado di rientrare nella rainforest italiana.

  10. Giulia scrive:

    Grazie della panoramica e soprattutto dei link utilissimi :-)

  11. [...] Imparando dalla startup nation Contatti startup Startup come opportunità The next Silicon Valley Ricetta per la foresta pluviale italiana Share ‹ Previous Post Richard Gingras. Il compito culturale di Google e [...]

  12. [...] Si parte. Tocca a te. Obiettivo: creare la Rainforest italiana. Che già, in parte, c’è. [...]

  13. [...] Quale ricetta per la foresta pluviale Italiana? [...]

  14. Ciao Gianluca, lavoro davvero notevole, complimenti! Sono certo che risulta di grande utilità a tutti gli startupper nostrani.
    Spero non sia fuori luogo se segnalo anche il nostro progetto di spazi di coworking “Cowo”, un network di 64 luoghi in 35 città italiane dove è possibile trovare: 1) postazioni di lavoro a prezzo sostenibile – 2) ambiente collaborativo – 3) orientamento al networking, supportato anche online, dal lavoro quotidiano che il mio team svolge, ormai dal 2008.
    (Per inciso, tutto questo è quanto ci ha fatto incontrare al recente comitato di indirizzo per #MilanoCapitaleDelle StartUp :-)
    Buon lavoro e buon anno!
    Max


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