L’importanza di creare un ponte cross-generazionale in Italia
Pubblicato: 10 maggio 2013 Archiviato in: dpixel, innovazione Lascia un commento »Alcune settimane fa a Milano si è tenuto un evento organizzato da Mida, primaria società di consulenza nel campo delle risorse umane sul tema del life-long learning. Un tema molto importante specie in una società come la nostra in cui si stanno progressivamente allungando le aspettiative di vita da un lato ed accorciando le prospettive di stabilità lavorativa dall’altro. In quel panel ho avuto modo di conoscere la bellissima storia di Loccioni, un’azienda Marchigiana, estremamente innovativa che da sempre ha incorporato nel suo modo di operare il concetto di creare un ponte cross-generazionale di competenze al proprio interno. In Loccioni ogni nuovo assunto viene affiancato immediatamente da un mentor, un consulente esterno che tipicamente è un grande manager del settore appena in pensione. Alla conferenza si presentò l’attuale Amministratore Delegato, in compagnia del suo mentor, ex AD di Siemens in Italia. In questi anni il suo mentor lo ha affiancato ed accompagnato e tuttora i due collaborano, oltre ad aver costruito un solidissimo rapporto di amicizia.
Concetti di questo tipo sono già nel DNA della startup culture, dove fin da subito consigliamo ai nostri giovani imprenditori di crearsi un ‘Advisory Board’, fatto di persone che con la loro esperienza, credibilità, know-how e reti sono in grado di aiutare e consigliare i fondatori nello sviluppo della propria azienda.
Creare questi ponti cross-generazionali, può essere una delle soluzioni al duplice problema da un lato di accelerare il processo di creazione e sviluppo di giovani startup, innovative e tipicamente inesperte e dall’altro di fornire motivazioni, possibilità di travaso di competenze e utilità ad una generazione di persone che sempre più si troveranno in pensione per diversi anni, potenzialmente inattivi.
Bloom: a Milano fioriscono startup e investitori
Pubblicato: 7 maggio 2013 Archiviato in: dpixel, innovazione, startup, venture capital Lascia un commento »Si terrà a Milano l’11, 12 e 13 Maggio, Bloom, evento organizzato da U-Start! Un network internazionale di investitori. Bloom si svolgerà in due location:
- 11 e 12 Maggio presso Startmiup, lo spazio di coworking in via Federico Confalonieri. Nei due giorni 20 startup Italiane in fundraising selezionate da U-Start! presenteranno a investitori ed addetti ai lavori
- il 13 Maggio dalle ore 9, presso la Cattedrale- Fabbrica del Vapore (Via Procaccini, 4 – Milano), ci sarà una conferenza aperta al pubblico che ospiterà una competition tra startup in fase seed e la presentazione di diversi accelerators, investitori seed ed early stage provenienti dall’Europa, Sud Africa, Russia e Brasile
Il programma completo dell’evento è molto ricco ed internazionale con 55 keynote, ed è disponibile qui.
Tra gli Italiani ci saranno Boox (Andrea Di Camillo, Marco Magnocavallo), H-Farm (Maurizio Rossi), Nana Bianca (Paolo Barberis), dpixel (Franco Gonella, Lisa Di Sevo ed io), Talent Garden (Davide Dattoli).
La lista di speaker e giuria internazionali è lunga e ricca. Ci saranno diverse realtà Fastlane Ventures (Russia), 21212 (Brasile), MAS Angel Fund (Germania) e 88mph (Sud Africa). Parteciperanno anche una trentina di startup in diverse fasi (seed, early stage e growth), incluse sei raising star Europee.
Stiamo selezionando progetti che vogliono partecipare a YouthPark, per i investimenti seed di Digital Investments e per per partecipare al programma di accelerazione che curiamo presso l’incubatore #WCAP di Milano e i grant da 25.000 euro di Working Capital.
Ieri ero alla prima giornata della TechWeek Innautic, si è parlato di cosa serve e come fare fundraising. Bloom è esattamente uno di quegli eventi per startup in cui se state cercando investitori vale la pena essere presenti.
Ma come fare per approcciare gli investitori? Due consigli su come muoversi in eventi di questo tipo:
1) Fare i compiti a casa. Non avrete tempo durante l’evento per discutere a lungo il vostro progetto, per cui la prima cosa da fare è andare a vedere chi sono gli investitori che saranno presenti, studiarsi i fondi che gestiscono, gli investimenti che effettuano e il loro background professionale. Questo lavoro preliminare è fondamentale per farvi l’investor list, individuando chi sono le persone con cui volete parlare e presentare la vostra startup per un investimento. Faccio un esempio: partecipa Marina Treshchova di Fastlane Ventures, basato a Mosca, specializzato nel lancio e sviluppo di aziende Internet sullo scoppiettante e grande mercato online Russo. Fastlane ha sviluppato e lanciato 20 startup, raccogliendo oltre 85 milioni di euro da diversi partner strategici e investitori come Direct Group, e.ventures, VTB Capital, Intel Capital, Kinnevik, Mangrove Capital, ru-Net, UMJ Russia. E’ chiaramente specializzata nel business to consumer, prediligendo investimenti seed in grado di scalare rapidamente dentro nicchie di mercato grandi a sufficienza per sviluppare un business interessante ma caratterizzate da limitata competizione. Ha già fatto due exit tra cui Sapato (clone di Zapato e sito leader nella vendita di scarpe online in Russia). In portafoglio anche HomeFaire (ecommerce), EventMag (ticketing), RentHome (un airbnb russo), Kommerstate (b2b real estate marketplace). Tutte queste informazioni (ampiamente disponibili su Internet) la dicono lunga su che tipo di storie interessano Fastlane e quali probabilmente no.
2) Prepararsi l’elevator pitch. Avere pronto un elevator pitch da una trentina di secondi e un sacco di biglietti da visita. E’ quasi impossibile riuscire a discutere di un pitch in modo approfondito in uno di questi eventi, ma ci saranno un sacco di occasioni per incontrare gli investitori. Serve portarsi dietro tre strumenti fondamentali: un po’ di faccia tosta, molti biglietti da visita e l’elevator pitch (30 secondi ben fatti, efficaci e a memoria). L’obiettivo è conoscere gli investitori nella vostra target list, dare il vostro biglietto da visita e soprattutto prendere il loro per scrivergli dopo l’evento.
3) Avere pronta la documentazione. Avere il pitch (in inglese!) e magari il onepager in inglese pronti per essere inviati nei giorni immediatamente successivi all’evento ed iniziare una possibile interazione con gli investitori nelle settimane successive. Niente di peggio di incontrare un investitore ad un evento, riscontrare un suo interesse e mandargli il pitch un mese dopo. Un’occasione persa ed una porta aperta che probabilmente si sta già chiudendo.
La conferenza del 13 Maggio è gratuita e aperta al pubblico, in bocca al lupo!
Regolamentazione sull’equity crowdfunding, commenti?
Pubblicato: 2 maggio 2013 Archiviato in: innovazione 1 Commento »Domani vorrei scrivere un post riguardando a mente fredda il tema dell’equity crowdfunding in Italia. La scorsa settimana Consob ha chiuso la fase in cui ha recepito i commenti del pubblico e lavorerà alla versione definitiva del regolamento. In questi giorni ho parlato con diversi operatori e stakeholder sulla questione, osservando diverse posizioni, talvolta anche diametralmente opposti. Proverò a riassumere quello che ho sentito ed alcune considerazioni. Commenti, email private e messaggi su Facebook sulla normativa e sulla regolamentazione sono benvenuti. Grazie.
Wanna read 4.000+ business plans from Italian startups? Just ask
Pubblicato: 20 aprile 2013 Archiviato in: dpixel, english, innovazione, Rainforest, Working Capital Lascia un commento »We’ve launched today the 2013 Edition of Working Capital, the acceleration program of Telecom Italia. Today we opened the Rome incubator, located right in the hart of the city, one block from the Italian Parliament, very busy today at the election of the new President.
I’ve been involved with Working Capital since its launch in 2009. It was quite amazing to look back today at what has happened in the past four years. Around 50.000 young Italians, wannabe entrepreneurs have been reached by the program. We looked at 4.000 business plans and funded more than one hundred projects.
With little funding and some support some of these team have actually turned their ideas in startups. And some of them are actually making it. Ecce Customer, Timbuktu, Iubenda, Smappo, Oilproject just to name a few.
Marco Patuano, CEO of Telecom Italia promised last year that we would have had a home for Working Capital. So this year we will be opening 5 incubators/coworking spaces. Besides Rome, Milano and Catania are opening now and two more will follow. We will fund 30 projects with 25.000 euro grants and have the capacity to host with coworking facilities and mentorship probably something like another 150/200 startup teams.
Patuano also announced what I personally think is simply a brilliant idea that will be implemented this year.
Startups in the program will be able to have access to a special ‘Supplier’s fast registry’ that will enable them to become suppliers of Telecom Italia and on top of that he has retained for himself for a ’6 zeros’ budget, whereas if Telecom business units will want to adopt products from startups, these projects will get internal funding directly by the CEO! Really smart and cool idea to help startups enter a large corporate and for a big telco to bubble up innovation ideas right to the CEO. I just can’t imagine what could happen in Italy if other companies and public administrations would startup to follow this example. The Rainforest is all about building trust and reducing friction in the ecosystem and this add-on to working capital is fundamentally about that.
The new website core is now what we call ‘Rep’, the big repository of all 4.000 business plans and the ones that will be uploaded in the future. The site has a NEW important feature: it has an access for investors. So this year our challenge will be to connect Rep with the rest of the global innovation ecosystem. We believe that the Italian ecosystem has reached enough scale that it should be looked at more by international investors. And now with the support of the Kauffman Fellows we have lots of amazing colleagues around the globe.
The afternoon was all dedicated to startups, 12 of them pitched in english to a panel of Italian VCs and three international investors: Richard Seewald (Alpha Associates, leading venture firm in the Easter and Russian markets), Ben Hennelly (Axel Johnson, a major private equity firm out of NY) and Abdulaziz Alhargan (Director of BADIR, the Saudi technology innovation program).
We have a huge talent pool in Italy, creative, hungry, strongly educated, largely unemployed and fundamentally underfunded in a big way. Great conditions for venture capital. Our startups have to learn how to be lean and mean when they are very young. They are resilient and being out of the Silicon Valleys of this world, often come up with fresh solutions and lateral ideas.
Check them out.
